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| -ERNIA DEL DEL
DISCO Dott. Castaman Carlo |
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Il dott. Castaman
Carlo si laurea in Medicina e Chirurgia presso L ' Università
di Padova nel 1996
Medico specializzando presso la scuola della Clinica di Ortpedia di
Verona negli anni 1996 - 2001 ottenendo la specializzaione in Ortpedia
e Traumotologia nel 2001.
Dal 07/2003 MEDICO ESPERTO presso la Divisione di Ortpedia
e Traumotologia dell ' Ospedale Civile San Bortolo di Vicenza .
Dal febbraio 2003 ha eseguito circa 3.000 interventi chirurgici alla
mano e 2.500 interventi di ortopedia e traumatologia di altro genere.
Dal 2002 pratica L' OSSIGENO - OZONO TERAPIA nel Centro Medico La Santè , nel trattamento di tutte quelle patologie ORTOPEDICHE
che traggono beneficio da tale metodica , in particolare nelle ERNIE
DEL DISCO e nelle LOMBALGIE con una casistica di risultato positivo
del 85 - 90 %
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Caso clinico: ulcera dell'arto
inferiore ed ernie discali multiple
Contributo: S. Rowshani
Il caso riguarda un paziente di 86anni dimesso con la seguente diagnosi:
paraparesi con sindrome del canale stretto midollare ed ulcera a livello
del tallone sinistro con escara necrotica.
Si segnalavano inoltre ernie discali multiple con difficoltà
di deambulazione e lombosciatalgia irradiata agli arti inferiori.
Una TC rachide-lombare evidenziava una marcata ed estesa degenerazione
maculare dei dischi L3-L4, L4-L5, L5-S1. ed ernia mediana, paramediana,
laterale intra ed extraforamidale sinistra dei disco L3-L4,oltre
a una cospicua ernia subostruente mediana dei disco L5S1.
Si evidenziava anche una protrusione mediana dei disco L5-S1 ed una
quadro di stenosi scanalare concentrica acquisita in modo più
evidente ai livelli L3 e L4.
Il paziente presentava anche diverse ulcere da decubito, infette ma
non necrotiche. Erano evidenziati anche seri problemi circolatori
agli arti inferiori causati da ipomobilità. La strategia terapeutica
intrapresa comprendeva la grande autoemotrasfusione, ossigeno-ozono
terapia locale ed iniezioni paravertebrali. Il trattamento ha avuto
inizio con tre sedute settimanali.
Dalla prima seduta fino alla quattordicesíma è stata
praticata la autoemotrasfusione con 30 microgrammi di concentrazione
e 200cc di miscela di ossigeno-ozono e terapia locale a livello dell'ulcera
dei tallone sinistro con 50 microgrammi di concentrazione di miscela
O2O3. Dopo aver accertato il miglioramento circolatorio, si iniziava
la terapia antalgica e risolutiva a livello lombare, che è
stata completata in 13 sedute con iniezioni paravertebrali bilaterali
suddivise in 8 punti lombari con concentrazione di 20 microgrammi
di miscela O2O3. Dopo 27 sedute il paziente riusciva a passare dalla
posizione prona a quella seduta ed iniziava la FKT. Lescara necrotica
dei tallone veniva sostituita dal tessuto di granulazione dopo la
trentesima seduta.
Alla trentasettesima seduta il paziente con l'aiuto della FKT riusciva
a deambulare in stazione eretta con il deambulatore sottoascellare
senza dolore né agli arti inferiori né a livello lombare.
Vista la criticità dei caso, si è deciso di proseguire
solo l'autoemotrasfusione fino alla quarantanovesima seduta per
sostenere la funzione circolatoria in base all'FKT.
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